Direttiva Macchine 2006/42/CE - Considerazioni sugli agenti fisici: vibrazioni e rumore

Con l’emanazione del D.Lgs. 187/2005 - “Attuazione della direttiva 2002/44/CE sulle prescrizioni minime di sicurezza e di salute relative all’esposizione dei lavoratori ai rischi derivanti da vibrazioni meccaniche” e del D.Lgs. 195/2006 - “Attuazione della direttiva 2003/10/CE relativa all’esposizione dei lavoratori ai rischi derivanti dagli agenti fisici (rumore)” diventa ancora più pressante progettare o scegliere macchine in grado di garantire le migliori prestazioni relativamente a questi agenti fisici.

Con l’emanazione del D.Lgs. 187/2005 - “Attuazione della direttiva 2002/44/CE sulle prescrizioni minime di sicurezza e di salute relative all’esposizione dei lavoratori ai rischi derivanti da vibrazioni meccaniche” e del D.Lgs. 195/2006 - “Attuazione della direttiva 2003/10/CE relativa all’esposizione dei lavoratori ai rischi derivanti dagli agenti fisici (rumore)” diventa ancora più pressante progettare o scegliere macchine in grado di garantire le migliori prestazioni relativamente a questi agenti fisici.

Per vibrazione si intende un’oscillazione di piccola ampiezza e di grande frequenza, un rapido movimento oscillatorio attorno al proprio punto di equilibrio: le vibrazioni sono caratterizzate do quattro parametri fisici:

  • ampiezza dello spostamento (generalmente espresso in m),
  • velocità (generalmente espresso in m/s).
  • accelerazione (generalmente espresso in m/s2 o in multipli di g, dove g è pari o 9,8 m/52),
  • frequenza (generalmente espresso in cicli al secondo o Hz).

I rischi connessi alla presenza di vibrazioni sono correlati, essenzialmente, alla necessità di operare o contatto di attrezzature in grado di trasmettere all’operatore le vibrazioni stesse, con possibili conseguenze o per gli arti (generalmente le mani e le braccio e in questo caso si parlo di vibrazioni mano - braccio, HAV, Hand - Arm Vibrations nello letteratura anglosassone) o per il corpo intero (WBV, Whole Body Vibrations nello letteratura anglosassone).

Le vibrazioni mano - braccio possono essere considerate pericolose quando comportano un rischio per lo salute e lo sicurezza dei lavoratori, in particolare disturbi vascolari, osteoarticolari, neurologici o muscolari: in merito, è statisticamente dimostrato che i lavoratori dopo molti anni di attività manuali soffrono di patologie degli arti superiori più di oltre categorie di popolazione: le principali malattie correlate alle vibrazioni sono lo sindrome del tunnel carpale e quello del dito bianco (VWF, vibration-induced white finger o sindrome di Raynaud).

Analogamente le vibrazioni del corpo intero possono essere considerate pericolose se comportano rischi per lo salute e lo sicurezza dei lavoratori, in particolare lombalgie e traumi del rachide: in merito, nonostante lo stato attuale delle conoscenze sullo risposto del corpo umano all’esposizione alle vibrazioni del corpo intero sia ancoro incompleto, è possibile affermare che queste ultime possono provocare lombalgie, lombosciatalgie, spondiloartrosi, discopatie e, anche se più difficilmente collegabili al rischio, disturbi psicosomatici.

Il Datore di Lavoro deve, in ottemperanza o quanto richiesto dall’articolo 4 comma l del D.Lgs. 187/2005, valutare e, nel caso non siano disponibili informazioni relative ai livelli di vibrazione presso banche doti dell’ISPESL delle regioni o del CNR o direttamente presso i produttori o fornitori, misurare i livelli di vibrazioni meccaniche o cui i lavoratori sono esposti.

Uno caratteristica fondamentale delle direttive sugli agenti fisici è l’introduzione di un valore di azione e di un valore limite di esposizione (generalmente riferiti alla giornata o al turno lavorativo, si vedo, in merito o meno che le condizioni lavorative non risultino molto disomogenee nel corso di tale periodo di tempo), rispetto ai quali devono essere confrontati i valori ottenuti per decidere quali misure preventive o protettive prendere.                                                                        

HA V - mano-braccio VALORE D’AZIONE GIORNALIERO 2,5 m/s2 0,5

WBV - corpo intero VALORE LIMITE DI ESPOSIZIONE GIORNALIERO 5,0 m/s2 1,15 m/s2

Il valore d’azione giornaliero rappresento quel valore di esposizione o partire dal quale devono essere attuate specifiche misure di tutelo per i soggetti esposti; tali misure includono l’attuazione di interventi mirati all’eliminazione o alla riduzione del rischio, lo formazione e l’informazione dei lavoratori sul rischio specifico, il controllo sanitario periodico dei soggetti esposti. Il valore limite di esposizione giornaliero rappresento il livello di esposizione il cui su pera mento è vietato e deve essere prevenuto, in quanto esso comporto un rischio inaccettabile per un soggetto che vi sia esposto in assenza di dispositivi di protezione.

Direttiva Macchine 2006/42/CE - Considerazioni sugli agenti fisici: vibrazioni e rumore

 

Perizie tecniche asseverate sulla sicurezza delle macchine secondo direttive ce