Organismi notificati

Gli Stati membri sono invitati, nell’ambito di tutte le direttive emanate secondo il “nuovo approccio”, a notificare alla Commissione e agli altri Stati membri gli organismi (laboratori, istituti di certificazione) che essi considerano competenti ad assumere le responsabilità di “organismi notificati”.

A questi ultimi, è affidato l’incarico di verificare la conformità dei prodotti oggetto di direttive Nuovo approccio rispetto ai requisiti fissati dalle stesse, nei casi e secondo le modalità previsti.

Un ruolo, dunque, quello degli enti notificati, di importanza strategica: il loro operato - indipendente e competente - è il perno su cui ruota in tutta Europa la fiducia nel sistema di armonizzazione tecnica, secondo i principi del Nuovo Approccio e dell’Approccio Globale.

Qual è il ruolo degli organismi notificati?

Il compito principale degli organismi notificati è quello di fornire gli strumenti per la valutazione della conformità alle condizioni fissate dalle direttive, servizio prestato agli operatori economici (fabbricanti, importatori, utenti), in modo competente, trasparente, neutrale, indipendente e non discriminatorio.

In quali settori operano gli organismi notificati? Con quali funzioni?

In tutti i settori coperti da direttive Nuovo Approccio. Naturalmente, ogni organismo notificato è competente solo per alcuni prodotti, debitamente indicati nella notifica. Un organismo può essere notificato sia per il controllo del prodotto a livello di progettazione (approvazione del modello) sia a livello della produzione (valutazione del sistema qualità). Gli organismi debbono essere notificati per le funzioni cui sono preposti.

In quali casi è necessario l’intervento di un organismo notificato?

In base al Nuovo Approccio e all’Approccio Globale si distinguono due situazioni, caratterizzate da un diverso “livello di fiducia” del legislatore CE nel mercato.

A) Nel caso in cui il legislatore CE abbia piena fiducia nel fabbricante, su quest’ultimo grava la responsabilità di effettuare i controlli per accertare la conformità ai requisiti essenziali delle direttive pertinenti. Tale conformità viene garantita da una apposita “dichiarazione di conformità” rilasciata dal fabbricante.

B) Nel caso in cui il legislatore ritenga insufficienti le garanzie offerte dal mercato, viene richiesta l’intervento di organismi indipendenti e competenti, che, agendo quali terze parti, rilasciano appositi certificati di conformità. Questi organismi, per poter operare legittimamente e vedere i certificati da essi emessi riconosciuti in tutta la CE, debbono essere debitamente “notificati” alla Commissione CE e agli altri Stati membri.

In generale la scelta della procedura A riguarda i prodotti di pericolosità limitata, mentre la scelta della procedura B riguarda i prodotti di elevata pericolosità.

Chi può esercitare il potere di notifica ed entro quali limiti?

Le autorità nazionali di ciascuno Stato membro (di solito, i ministeri responsabili dell’attuazione delle varie direttive) hanno facoltà di notificare gli organismi ritenuti competenti, tra quelli stabiliti nel proprio territorio nazionale. Dunque, le autorità italiane potranno notificare esclusivamente organismi (laboratori, istituti di certificazione) stabiliti in Italia.

La notifica può essere revocata?

Si, nel momento in cui un organismo non soddisfi più le condizioni necessarie riscontrate all’atto della notifica. Nel qual caso, spetta esclusivamente alle autorità nazionali che hanno provveduto alla notifica procedere alla revoca, informando l’organismo in questione, la Commissione e gli altri Stati membri.

Esiste un elenco degli “organismi notificati”?

La Commissione CE gestisce ed aggiorna l’elenco degli organismi notificati dai vari paesi membri, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale CE serie C 292 del 13/10/2000. Sempre nella Gazzetta Ufficiale viene riportata notizia di eventuali aggiunte e modifiche a tale elenco, ad esempio, nuove notifiche o cancellazioni a seguito di revoca. La Commissione attribuisce a ciascun organismo notificato un numero di identificazione, che potrà figurare a fianco della marcatura CE apposta sui prodotti, giudicati conformi a seguito del controllo effettuato da detto organismo.

In quale momento può avvenire una notifica?

In seguito alla adozione di una direttiva CE, gli Stati membri hanno facoltà di notifica in qualunque momento. La notifica - o la revoca di una notifica - non è un’operazione che ha luogo una volta per tutte, quanto piuttosto un processo continuo.

Per poter essere notificati, è necessario disporre di una particolare posizione giuridica?

No: qualunque organismo - sia esso pubblico o privato - può essere notificato, purché in grado di soddisfare i criteri vincolanti stabiliti negli allegati alle direttive.

Quali criteri debbono essere soddisfatti da un organismo per poter essere notificato?

Negli allegati a ciascuna direttiva Nuovo Approccio sono specificati i requisiti che gli organismi notificati debbono possedere. La conformità alle norme corrispondenti della serie EN 45000 da parte degli organismi notificati costituisce una presunzione di conformità ai requisiti di detti allegati, ma non è di per sé sufficiente. Occorre anche dimostrare la competenza tecnica nel campo di applicazione delle direttive, ricorrendo ad idonei meccanismi di accreditamento.
Ricordiamo che nel nostro Paese l’avvenuto accreditamento da parte del SINAL (per i laboratori di prova) e da parte del SINCERT (per gli organismi di certificazione) costituisce garanzia di competenza tecnica e di conformità alle prescrizioni delle norme europee EN 45000.

Gli Stati membri sono tenuti a notificare tutti gli organismi in possesso dei requisiti di serietà e competenza?

No. Gli Stati membri sono liberi di notificare il numero di organismi che ritengono necessari. Il numero delle notifiche deve essere rapportato ai fabbisogni del mercato.

E’ dunque possibile il caso limite in cui in un Paese non vi siano organismi notificati?

Certo. Se uno Stato membro ritiene che sul proprio territorio non vi siano organismi in grado di soddisfare i requisiti prescritti da una data direttiva, non deve procedere ad alcuna notifica.

Gli organismi notificati possono offrire i propri servizi di valutazione di conformità anche ad operatori di altri Paesi?

Si. Gli organismi notificati hanno facoltà di offrire i propri servizi relativi alla valutazione della conformità, per cui sono notificati, a qualsiasi operatore economico stabilito all’interno della Comunità o in Paesi terzi. Questa attività può essere svolta sul territorio di altri Stati, servendosi sia di mezzi propri che del personale di uffici all’estero. I certificati sono, comunque, sempre emessi dall’organismo notificato e a suo nome, e non da una succursale o a suo nome. Una succursale stabilita in un altro Stato membro può emettere certificati solo se è stato notificato da quello Stato membro.

In quale “fase” interviene la valutazione da parte di un organismo notificato: prima o dopo l’immissione del prodotto sul mercato?

L’attività di un organismo notificato si limita esclusivamente alla fase che precede l’immissione di un prodotto sul mercato, e non riguarda pertanto il controllo nella fase di distribuzione e commercializzazione.

Quale responsabilità grava sugli organismi notificati? A chi rispondono?

Gli organismi notificati sono responsabili del corretto svolgimento dei processi di valutazione della conformità; la loro attività professionale deve essere coperta da assicurazione ed essi sono perseguibili per gli errori compiuti nello svolgimento di tale compito. Gli organismi notificati rispondono soltanto alle autorità nazionali che li hanno notificati. Gli Stati membri si assumono la responsabilità finale per gli organismi che notificano di fronte agli altri Stati membri e alle istituzioni Comunitarie (compresa la Corte di giustizia).

E’ ammissibile che un organismo notificato subappalti parte della propria attività?

Si, ciò è ammissibile. Nel qual caso, comunque, l’organismo notificato rimane responsabile di tutte le attività contemplate dalla notifica: il subappalto non implica la delega dei poteri o delle responsabilità. Va da sé che l’organismo notificato non può subappaltare tutte le sue attività, in quanto questo renderebbe la notifica priva di significato.

 

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