Nuovo Approccio - Vigilanza del mercato - Prodotti importati

Un fabbricante stabilito in un paese terzo è responsabile, nella stessa misura di un fabbricante stabilito in uno Stato membro, di garantire che un prodotto sia rispondente a tutti i requisiti essenziali di tutte le direttive di nuovo approccio applicabili. Il fabbricante può nominare un rappresentante autorizzato stabilito nella Comunità che operi per suo conto.

Se il fabbricante non è stabilito nella comunità e non ha un rappresentante autorizzato sul quel territorio, l’importatore o il responsabile dell’immissione nel mercato del prodotto nella Comunità può, entro certi limiti, farne le veci.

Nel caso di prodotti importati da paesi terzi, le autorità doganali sospendono lo svincolo dei beni se:

constatano che i prodotti presentano caratteristiche che danno adito a seri dubbi sull’esistenza di rischio grave ed immediato per la salute e la sicurezza, o scoprono prodotti che non siano corredati di un documento o di una marcatura conforme alle nrome applicabili in materia di sicurezza dei prodotti.

Nel caso dei prodotti disciplinati dalle direttive del nuovo approccio, le autorità doganali devono incentrare l’attenzione in particolare sulla marcatura CE dei giocattoli.

Le autorità doganali e quelle di vigilanza del mercato devono informarsi reciprocamente e intervenire opportunamente sulla base delle informazioni di cui entrano in possesso.

Il Regolamento (CEE) n. 339/93 del Consiglio relativo ai controlli sulla conformità delle merci importate da paesi terzi alle norme in materia di sicurezza dei prodotti stabilisce che le autorità doganali debbano essere strettamente associate all’esercizio della vigilanza sul mercato e ai sistemi di informazione previsti dalle norme comunitarie e nazionali, nella misura in cui si tratti di prodotti provenienti da paesi terzi.

In particolare, le autorità doganali devono sospendere lo svincolo dei prodotti aventi caratteristiche tali da suscitare un serio dubbio circa l’esistenza di un rischio grave ed immediato per la salute e la sicurezza, quando il prodotto sia utilizzato in condizioni normali e prevedibili. Lo stesso accade se constatano l’assenza di un documento che deve accompagnare un prodotto o l’assenza di una marcatura o etichettatura di conformità previste dalle pertinenti norme comunitarie o nazionali in materia di sicurezza dei prodotti.

Il Regolamento (CEE) n. 339/93 si applica ai prodotti importati dai paesi terzi, a prescindere che rientrino o meno nel campo di applicazione delle direttive del nuovo approccio. Per quanto riguarda i prodotti disciplinati da queste ultime, le autorità doganali devono vigilare in particolare che i giocattoli siano muniti della marcatura CE, se vengono considerati prodotti finiti presentati in maniera tale (per imballaggio, marcatura, etichettatura) da indicare che sono destinati ad essere immessi nel mercato senza ulteriori lavorazioni.

Le autorità doganali devono comunicare la decisione di sospendere lo svincolo di un prodotto alle autorità di vigilanza del mercato che, a loro volta, devono adottare i provvedimenti opportuni. Dal momento della notifica si possono prefigurare quattro ipotesi.

(a) I prodotti in questione presentano un rischio grave ed immediato per la salute e la sicurezza.

  • In questa eventualità le autorità di vigilanza del mercato devono intervenire per vietarne l’immissione nel mercato ai sensi delle normative comunitarie o nazionali applicabili e chiedere alle autorità doganali di apporre la seguente dicitura sulla fattura commerciale che accompagna il prodotto e su ogni altro documento pertinente: “Prodotto pericoloso - svincolo per la libera circolazione non autorizzato - Regolamento (CEE) n. 339/93” in una delle undici lingue ufficiali della Comunità.

(b) I prodotti non sono conformi alle normative comunitarie o nazionali in materia di sicurezza dei prodotti.

  • In tal caso le autorità di vigilanza devono adottare le misure necessarie, anche vietandone l’immissione nel mercato ai sensi delle normative in questione. Se vietano l’immissione nel mercato devono chiedere alle autorità doganali di apporre la seguente dicitura sulla fattura commerciale che accompagna il prodotto e su ogni altro documento pertinente: “Prodotto non conforme - svincolo per la libera circolazione non autorizzato - Regolamento (CEE) n. 339/93” in una delle undici lingue ufficiali della Comunità.

(c) I prodotti non presentano un rischio grave ed immediato e non possono ritenersi non conformi alle normative applicabili in materia di sicurezza dei prodotti.

  • I prodotti devono ottenere lo svincolo per la libera circolazione, a condizione che siano rispettate tutte le altre condizioni e formalità riguardanti lo svincolo stesso.

(d) Le autorità doganali non sono state informate di eventuali azioni intraprese dalle autorità di vigilanza del mercato.

  • I prodotti devono ottenere lo svincolo per la libera circolazione al massimo entro tre giorni lavorativi a decorrere dalla sospensione dello svincolo, a condizione che siano rispettate tutte le altre condizioni e formalità riguardanti lo svincolo stesso.

Grazie a vari atti comunitari - tra i quali il regolamento (CEE) n. 339/93 e la direttiva sulla sicurezza generale dei prodotti - le autorità di vigilanza sono tenute ad informare le autorità doganali dei risultati ottenuti in merito a prodotti importati da paesi terzi. Si possono configurare tre casi di specie.

(a) I prodotti importati dal paese terzo e destinati ai consumatori o verosimilmente utilizzati da questi ultimi presentano un rischio grave ed immediato per la salute e la sicurezza conformemente al disposto della direttiva sulla sicurezza generale dei prodotti.

  • In questo caso, ai prodotti di consumo che rientrano nell’ambito delle direttive di nuovo approccio o di altre normative comunitarie si applica il sistema di scambio rapido delle informazioni sui pericoli derivanti dall’uso dei prodotti di consumo ai sensi della direttiva sulla sicurezza generale dei prodotti. Vengono pertanto informate le autorità di vigilanza del mercato di tutti gli Stati membri che, a loro volta, possono comunicare alle autorità doganali nazionali i prodotti importati da paesi terzi aventi caratteristiche tali da suscitare un serio dubbio circa l’esistenza di un pericolo grave ed immediato per la salute o la sicurezza. Si tratta questa di un’informazione particolarmente importante per le autorità doganali se comporta il divieto o il ritiro dal commercio dei suddetti prodotti importati, a seguito di una decisione della Commissione ai sensi dell’art. 9 della direttiva sulla sicurezza generale dei prodotti.

(b) I prodotti importati dai paesi terzi non sono corredati di documenti o non sono muniti della marcatura o dell’etichettatura di conformità prevista dalle normative comunitarie o nazionali in materia di sicurezza dei prodotti.

  • In questo caso le autorità di vigilanza del mercato devono informare le autorità doganali per attirare la loro attenzione sull’esistenza di prodotti che rientrano nel campo di applicazione del regolamento (CEE) n. 339/93.

(c) I prodotti importati dai paesi terzi presentano un rischio per la salute o la sicurezza che non si rivela grave o immediato ma sono soggetti a misure di divieto o limitazione all’immissione nel mercato o di ritiro dal mercato.

  • In tal caso, lo Stato membro che adotta le misure in questione deve informarne la Commissione ai sensi della procedura di applicazione della clausola di salvaguardia prevista dalle direttive di nuovo approccio, purché sussistano le condizioni di applicazione della clausola stessa. Se il prodotto è destinato ai consumatori o ad un probabile uso da parte di questi, si applica la clausola di salvaguardia prevista dalla direttiva sulla sicurezza generale dei prodotti, a meno che il prodotto non sia disciplinato da una normativa comunitaria che preveda una clausola di salvaguardia (come le direttive del nuovo approccio). In tale eventualità è necessario informare le autorità doganali.

Ai fini dell’attuazione del regolamento (CEE) n. 339/93, sono eventualmente applicabili le disposizioni del regolamento (CE) n. 515/97 del Consiglio relativo alla mutua assistenza tra le autorità amministrative degli Stati membri e alla collaborazione tra queste e la Commissione per assicurare la corretta applicazione delle normative doganale e agricola.

Ciò avviene, ad esempio, quando si appone la dicitura “Prodotto pericoloso - svincolo per la libera circolazione non autorizzato - Regolamento (CEE) n. 339/93” o “Prodotto non conforme - svincolo per la libera circolazione non autorizzato - Regolamento (CEE) n. 339/93” alle fatture commerciali o ad ogni altro documento che accompagni i prodotti importati da paesi terzi.

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