Nuovo Approccio - Vigilanza del mercato - Applicazione della clausola di salvaguardia - 4

La Commissione gestisce la clausola di salvaguardia a livello comunitario e assicura che essa venga applicata su tutto il territorio. A tal fine la Commissione consulta le parti interessate per verificare la fondatezza dell’azione che ha dato origine all’applicazione della clausola di salvaguardia; nel corso di tali consultazioni è necessario adottare le dovute precauzioni a tutela della riservatezza delle informazioni.

L’azione da intraprendere viene decisa caso per caso. Dopo che i servizi della Commissione responsabili di gestire la direttiva sono stati informati, essi in genere contattano lo Stato membro e l’autorità di vigilanza nazionale che hanno avviato la procedura, oltre che i fabbricanti interessati o i loro rappresentanti autorizzati. La Commissione può anche decidere di mettersi in contatto con gli Stati membri più direttamente interessati dal caso in questione (che di solito sono quelli dove è stabilito il fabbricante o l’organismo notificato) e gli organismi notificati (o altre terze parti) coinvolti nella procedura di valutazione della conformità.

Se lo ritiene necessario, la Commissione, in collaborazione con lo o gli Stati membri interessati, può richiedere il parere di altri enti o esperti qualificati e imparziali in grado di fornire ulteriori informazioni direttamente attinenti al soggetto (quali altre autorità di vigilanza o organismi notificati, organizzazioni in rappresentanza dell’industria, dei distributori o dei consumatori, sindacati, istituti di ricerca o esperti in campo scientifico). Tali consultazioni possono essere relativamente ampie, ma occorre tener conto dell’urgenza della questione e la procedura deve dunque essere il più rapida possibile.

Al termine della procedura di consultazione la Commissione stabilisce se le misure nazionali che hanno limitato o vietato la libera circolazione del prodotto sono giustificate.

Se la Commissione ritiene che l’azione sia giustificata, informa immediatamente lo Stato membro interessato e gli altri Stati membri; può inoltre decidere di rendere pubblico tale parere. Gli Stati membri hanno pertanto l’obbligo di intervenire in maniera opportuna in base al parere espresso dalla Commissione per garantire un livello di protezione analogo in tutta la Comunità. Tale obbligo si rifà all’obbligo generale di vigilanza del mercato e di applicazione della direttiva comunitaria che gli Stati membri devono ottemperare. Se uno Stato membro rifiuta di seguire il parere della Commissione, quest’ultima prenderà in esame la possibilità di avviare la procedura di cui all’articolo 226 del trattato CE.

Se invece la Commissione non ritiene valide le motivazioni che hanno determinato l’azione nazionale che a sua volta ha determinato l’applicazione della clausola di salvaguardia, invita lo Stato membro a sospendere la propria azione e ad intervenire immediatamente per ripristinare la libera circolazione dei prodotti in questione sul suo territorio. La Commissione invia il proprio parere allo Stato membro che ha invocato la clausola di salvaguardia, al fabbricante ed eventualmente al rappresentante autorizzato o a qualsiasi altra persona responsabile dell’immissione nel mercato del prodotto all’interno della Comunità.

In questa circostanza la Commissione valuta la possibilità di avviare la procedura di infrazione di cui all’articolo 226 del trattato CE a causa della mancata conformità al principio della libera circolazione delle merci da parte dello Stato membro in questione. A seguito di tale procedura la Commissione può dover adire la Corte di giustizia; in tal caso il procedimento legale può essere avviato a livello nazionale da parte del fabbricante o di ogni altra persona che ritenga di essere stata lesa, al fine di ottenere un risarcimento per i danni risultanti dall’adozione di una misura nazionale non conforme alla normativa comunitaria.

Se la clausola di salvaguardia viene invocata a causa di una carenza in una norma armonizzata che conferisce presunzione di conformità, previa consultazione delle parti interessate la Commissione presenta il caso al comitato istituito dalla direttiva 98/34/CE e agli eventuali comitati settoriali.

A prescindere dal fatto che l’azione degli Stati membri sia giustificata o meno, la Commissione tiene informati gli Stati membri sui progressi e sui risultati della procedura.

Nuovo Approccio - Vigilanza del mercato - Applicazione della clausola di salvaguardia - 4

 

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