Nuovo Approccio - Responsabilita' per danni da prodotti difettosi

Ogni prodotto fabbricato o importato nella Comunità che causi danni agli individui o alla proprietà privata rientra nel campo di applicazione della direttiva per responsabilità da prodotti difettosi. La direttiva si applica pertanto anche ai prodotti disciplinati dalle direttive di nuovo approccio.

La direttiva sulla responsabilità per danni da prodotti difettosi istituisce un rigido regime di responsabilità per i fabbricanti e gli importatori di prodotti nella Comunità.

La direttiva sulla responsabilità per danni riguarda tutti i beni mobili, l’elettricità, le materie prime e i componenti del prodotto finale; sono invece esclusi i servizi.

La direttiva si applica solo ai prodotti difettosi, cioè ai prodotti che non offrono la sicurezza che ci si può legittimamente attendere: per applicare la direttiva non basta pertanto che un prodotto non risulti adatto all’uso previsto, ma deve essere carente sotto il profilo della sicurezza. Infine, se un prodotto viene successivamente perfezionato, ciò non significa che i modelli precedenti diventino, perciò, difettosi.

La responsabilità civile, cioè il rimborso dei danni, spetta al produttore, termine che, ai sensi della suddetta direttiva, designa il fabbricante di un prodotto finito o di un componente del prodotto finito, il produttore di una materia prima o qualsiasi persona che, ad esempio apponendo un marchio registrato, si presenta come produttore dello stesso. Gli importatori da paesi terzi che immettono il prodotto sul mercato comunitario sono considerati come produttori ai sensi della direttiva sulla responsabilità per danni da prodotti.

Quando non può essere individuato il produttore si considera tale ogni fornitore, a meno che quest’ultimo non comunichi al danneggiato, entro un termine ragionevole, l’identità del produttore o della persona che gli ha fornito il prodotto. Se più persone sono responsabili dello stesso danno, esse rispondono in solido.

Il produttore deve rimborsare i danni causati dal prodotto difettoso a persone (morte, lesioni personali) e alla proprietà privata (beni destinati ad uso personale). La direttiva non copre tuttavia i danni alle cose che risultino inferiori a 500 ECU per singolo incidente. I danni immateriali (ad esempio quelli morali) possono essere disciplinati dalla normativa nazionale. La direttiva non copre la distruzione del prodotto difettoso e pertanto essa non prevede alcun obbligo di risarcimento per il prodotto stesso, fatte salve le normative nazionali in materia di rivalsa.

La direttiva sulla responsabilità per danni da prodotti difettosi consente agli Stati membri di fissare un tetto per gli incidenti causati da articoli identici aventi lo stesso difetto, pari ad un minimo di 70 milioni di ECU. La maggior parte degli Stati membri non ha tuttavia sfruttato tale possibilità.

Il produttore non è automaticamente responsabile del danno provocato dal prodotto. La parte lesa, sia essa o meno l’acquirente o l’utilizzatore del prodotto difettoso, deve far valere il proprio diritto al risarcimento e sarà rimborsata solo se riuscirà a dimostrare di aver subito il danno, che il prodotto era difettoso e che il danno è stato causato dal prodotto. Se la parte lesa concorre al danno, la responsabilità del produttore può risultare ridotta o soppressa.

La parte lesa non deve tuttavia dimostrare la negligenza da parte del produttore, in quanto la direttiva sulla responsabilità per danni da prodotti difettosi si basa sul principio della responsabilità senza colpa del produttore: in altri termini, il produttore non sarà esonerato nemmeno se è in grado di dimostrare di non essere stato negligente, né se un atto o un’omissione di un terzo ha contribuito al danno causato, se ha applicato norme o se il suo prodotto è stato sottoposto a prove.

Il produttore non sarà tenuto al risarcimento se dimostra:

  • che non ha messo il prodotto in circolazione (ad esempio in caso di furto);
  • che il difetto che ha causato il danno non esisteva quando il prodotto è stato immesso nel mercato (ad esempio se dimostra che il difetto è sorto successivamente);
  • che non ha fabbricato il prodotto per la vendita;
  • che il difetto è dovuto alla conformità del prodotto a regole imperative emanate dai poteri pubblici (escluse le norme nazionali, europee ed internazionali);
  • che lo stato delle conoscenze scientifiche e tecniche al momento in cui ha messo in circolazione il prodotto non permetteva di scoprire l’esistenza del difetto (tutela dai rischi da sviluppo);
  • nel caso sia un subappaltatore, che il difetto è dovuto alla concezione del prodotto finito o alle errate istruzioni date dal produttore del prodotto finito.

In assenza di procedimento giudiziario in corso, la responsabilità del produttore si estingue dieci anni dopo l’immissione nel mercato del prodotto. Il danneggiato deve avviare un’azione di risarcimento entro tre anni dalla data in cui ha avuto conoscenza del danno, del difetto e dell’identità del produttore. Non si può sopprimere o limitare la responsabilità nei confronti del danneggiato.

La direttiva sulla responsabilità per danni da prodotti difettosi non prevede che gli Stati membri abroghino altre normative in materia di responsabilità; in questo senso il regime previsto dalla direttiva va a sommarsi alle normative nazionali in vigore in materia di responsabilità. Spetta alla parte lesa decidere su quale base avviare l’azione legale.

Nuovo Approccio - Responsabilità per danni da prodotti difettosi

 

Dichiarazione di conformità per la marcatura Ce