Nuovo Approccio - Introduzione - Recepimento delle direttive

Le direttive nuovo approccio sono direttive di armonizzazione totale. I destinatari delle direttive di nuovo approccio sono gli stati membri, che hanno l’obbligo di recepirle nel diritto nazionale. Le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative che recepiscono devono contenere un riferimento alla direttiva in questione.

Alla Commissione devono essere notificate le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative adotatte e pubblicate al fine di recepire la direttiva in questione. Le direttive di nuovo approccio ravvicinano le legislazioni degli Stati membri per eliminare gli ostacoli agli scambi.

Poiché si tratta di direttive di armonizzazione totale, gli Stati membri devono abrogare tutte le normative nazionali in conflitto con esse. In generale, essi non possono inoltre mantenere o introdurre misure più rigorose di quelle previste dalla direttiva, come accade nel caso delle direttive adottate ai sensi dell’articolo 138 del trattato CE (direttive destinate a migliorare la salute e la sicurezza dei lavoratori, soprattutto sul luogo di lavoro).

Ai sensi dell’articolo 249 del trattato CE, le direttive vincolano gli Stati membri per quanto riguarda il risultato da raggiungere, lasciando loro la facoltà di scegliere la forma e i metodi. La giurisprudenza della Corte di giustizia delle Comunità europee ha precisato il contenuto dell’obbligo in questione e le eventuali misure da adottare in caso di mancata conformità.

Spetta agli Stati membri decidere quali misure adottare e pubblicare per conformarsi a una direttiva. Tuttavia, essi devono adottare le misure di attuazione adeguate per trasporre la direttiva in modo da soddisfare i requisiti di chiarezza e certezza giuridica, cui la direttiva ambisce a vantaggio dei commercianti stabiliti in altri Stati membri. Ciò non significa necessariamente che si debba procedere ad un’azione legislativa in tutti i casi e riguardo a tutte le disposizioni di una direttiva.

Se non vengono adottate misure, o vengono adottate misure inappropriate, entro il periodo stabilito allo scopo per recepire la direttiva al fine di raggiungere il risultato previsto, si assiste ad una violazione del diritto comunitario. Ai sensi dell’articolo 226 del trattato CE la Commissione può intervenire contro lo Stato membro che non abbia rispettato un obbligo del trattato; inoltre, conformemente all’articolo 228, gli Stati membri sono tenuti a prendere i provvedimenti necessari per conformarsi alla sentenza della Corte di giustizia.

Gli Stati membri sono tenuti a compensare i danni che possono risultare dalla violazione del diritto comunitario qualora sussistano le tre condizioni seguenti: la norma violata è destinata a conferire diritti agli individui; la violazione è di gravità sufficiente; esiste un nesso causale diretto tra la violazione dell’obbligo imposto allo Stato membro interessato e il danno incorso dalla parte lesa. La mancata adozione dei provvedimenti necessari a recepire una direttiva entro il periodo di tempo fissato nella direttiva stessa rappresenta una violazione di sufficiente gravità.

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