Nuovo Approccio - Campo di applicazione - Prodotti

Le direttive di nuovo approccio riguardano i prodotti che devono essere immessi nel mercato comunitario (e messi in servizio) per la prima volta. Il concetto di prodotto varia tra le diverse direttive di nuovo approccio ed il fabbricante è responsabile di verificare se il suo prodotto rientra o meno nel campo di applicazione di una o più direttive.

L’importatore deve garantire di poter fornire all’autorità di controllo del mercato le informazioni necessarie sul prodotto se il fabbricante non è stabilito all’interno della Comunità e non ha un rappresentante autorizzato sul territorio comunitario.

 

In alcuni casi la persona, fisica o giuridica, che importa un prodotto nella Comunità può essere considerata la persona che deve assumersi le responsabilità del fabbricante ai sensi delle direttive di nuovo approccio.

Le direttive del nuovo approccio si applicano ai prodotti destinati ad essere commercializzati (o messi in servizio) nel mercato comunitario. In genere si tratta di prodotti pronti per l’uso o che richiedono solo alcuni adeguamenti che si possono apportare in vista del loro uso previsto. Le direttive inoltre si applicano solo quando il prodotto viene immesso nel mercato (e messo in servizio) per la prima volta nel mercato comunitario. 

In questo senso le direttive disciplinano anche i prodotti usati o di seconda mano importati da un paese terzo quando vengono immessi sul mercato comunitario per la prima volta, ma non a prodotti di questo tipo che già si trovano sul mercato comunitario. Tale norma vale anche per i prodotti usati e di seconda mano importati da un paese terzo e fabbricati prima dell’entrata in vigore della direttiva applicabile.

Il concetto di “prodotto” varia tra le diverse direttive di nuovo approccio. Gli oggetti disciplinati dalle direttive vengono, ad esempio, definiti prodotti, apparecchiature, apparati, dispositivi, strumenti, materiale, insiemi,
componenti o componenti di sicurezza, unità, attrezzature, accessori o sistemi. È responsabilità del fabbricante stabilire se il suo prodotto rientri o meno nel campo di applicazione di una direttiva.

Una combinazione di prodotti e di pezzi, ognuno dei quali è conforme alle direttive applicabili, non deve sempre soddisfare le disposizioni nel suo insieme; in alcuni casi, tuttavia, la combinazione di prodotti e parti diversi progettati o assemblati dalla stessa persona è considerata alla stregua di un prodotto finito e, in quanto tale, deve conformarsi alla direttiva. In particolare, il fabbricante della combinazione deve selezionare i prodotti adeguati a costituire tale combinazione, assemblarla in maniera tale che soddisfi le disposizioni delle direttive applicabili e rispettare tutti i requisiti indicati nella direttiva in materia di assemblaggio, dichiarazione CE di conformità e marcatura CE. Spetta al fabbricante decidere, caso per caso, se una combinazione di prodotti e pezzi debba ritenersi un prodotto finito.

Un prodotto che abbia subito modifiche consistenti destinate a modificarne le prestazioni, la finalità e/o il tipo originari dopo la messa in servizio può essere considerato un prodotto nuovo. La situazione deve essere valutata caso per caso e soprattutto alla luce degli obiettivi della direttiva e del tipo di prodotti disciplinati dalla direttiva in questione. Se un prodotto ricostruito o modificato è considerato alla stregua di un prodotto nuovo, deve essere conforme alle disposizioni delle direttive applicabili al momento di essere immesso nel mercato e messo in servizio.

Una tale situazione deve essere verificata - secondo quanto ritenuto necessario in base alla valutazione dei rischi - applicando la procedura adeguata di valutazione della conformità stabilita dalla direttiva interessata. In particolare, se dalla valutazione del rischio si giunge a stabilire che la natura del pericolo o il livello del rischio sono aumentati, il prodotto modificato deve essere di norma considerato come un prodotto nuovo. La persona che apporta notevoli modifiche al prodotto deve verificare se esso vada considerato o meno come un prodotto nuovo.

I prodotti che abbiano subito riparazioni (ad esempio per correggere un difetto) senza modifiche delle prestazioni, delle finalità o del tipo originari non sono da considerarsi come prodotti nuovi ai sensi delle direttive “Nuovo approccio” e non devono pertanto essere sottoposti alla valutazione della conformità, a prescindere dal fatto che il prodotto originario fosse stato immesso nel mercato prima o dopo l’entrata in vigore della direttiva. Questa regola vale anche se il prodotto è stato temporaneamente esportato in un paese terzo per le operazioni di riparazione; tali operazioni comportano spesso la sostituzione del pezzo difettoso o usurato con un pezzo di ricambio identico o perlomeno simile al pezzo di ricambio originale (si pensi al caso delle modifiche dovute all’adeguamento al progresso tecnico o alla cessata produzione del vecchio pezzo). Ne consegue pertanto che gli interventi di manutenzione sono essenzialmente esclusi dal campo di applicazione delle direttive. Tuttavia, al momento della progettazione è necessario tener conto dell’uso previsto e della manutenzione del prodotto.

Alcune direttive del nuovo approccio escludono espressamente i prodotti concepiti appositamente o esclusivamente per fini militari o di ordine pubblico; per altre direttive si deve prendere in considerazione l’articolo 296, paragrafo 1 del trattato CE, a meno che il prodotto, in base alla sua definizione, non possa essere utilizzato a scopi militari (ad esempio giocattoli, imbarcazioni da diporto ed elettrodomestici di refrigerazione). L’articolo in questione consente agli Stati membri di escludere dal campo di applicazione della normativa comunitaria i prodotti destinati specificamente a scopi militari, purché tali prodotti figurino nell’elenco stilato dal Consiglio ai sensi dell’articolo 296, paragrafo 2. Tale esclusione, inoltre, non deve sortire effettivi negativi sulle condizioni di concorrenza nel mercato comunitario in merito ai prodotti che non siano destinati specificamente a fini militari.

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