Nuovo Approccio - Campo di applicazione - Periodo transitorio

Gran parte delle direttive nuovo approccio istituisce un periodo transitorio. Fino al termine del periodo transitorio gli Stati membri devono consentire l’immissione sul loro mercato dei prodotti progettati e fabbricati ai sensi del proprio sistema nazionale.

Durante il periodo transitorio i prodotti conformi a tutte le direttive applicabili possono essere immessi sul mercato nella Comunità e messi in servizio in qualsiasi stato membro.

Al termine del periodo transitorio la direttiva diventa applicabile in sostituzione di eventuali norma nazionali riguardanti gli stesis prodotti o gli stessi requisiti essenziali.

Il periodo transitorio serve ai fabbricanti e agli organismi notificati per adeguarsi gradualmente alle procedure di valutazione della conformità e ai requisiti essenziali fissati dalla nuova direttiva, evitando così il rischio di bloccare la produzione.

Inoltre, i fabbricanti, gli importatori e i distributori hanno bisogno di tempo per esercitare eventuali diritti acquisiti sulla base delle norme precedenti alla nuova direttiva: per citare un esempio, devono poter vendere le giacenze di prodotti fabbricati secondo le norme nazionali vigenti prima dell’entrata in vigore della direttiva.

Infine, il periodo transitorio fornisce del tempo supplementare per l’adozione di norme armonizzate, anche se, in teoria, non si tratta di un presupposto per l’applicazione delle direttive del nuovo approccio.

In linea con gli obiettivi del periodo di transizione e in assenza di disposizioni contrarie, gli Stati membri sono tenuti a mantenere immodificato il sistema nazionale, come opzione, fino alla fine del periodo transitorio. L’obbligo di mantenere le norme preesistenti non si applica solo a tutte le disposizioni obbligatorie in vigore in ciascuno Stato membro, ma anche a tutte le specifiche nazionali che i fabbricanti decidono di applicare volontariamente.

Ne consegue che gli Stati membri che non dispongono di regolamentazioni, in senso stretto, devono mantenere il sistema nazionale e, dunque, astenersi dal legiferare; gli organismi nazionali di normalizzazione devono inoltre rendere disponibili, durante tutto il periodo di transizione, le copie delle norme nazionali applicate nell’ambito del sistema nazionale in vigore.

Ogni direttiva che prevede un periodo transitorio fissa la data alla quale il sistema nazionale in vigore viene bloccato: in generale, essa coincide con la data di entrata in vigore della direttiva, anche se a volte si tratta della data di adozione della direttiva.

Durante il periodo transitorio gli Stati membri non possono apportare modifiche al sistema in questione con l’intento di modificare i requisiti dei prodotti o la procedura di valutazione della conformità o di produrre altri effetti sui diritti acquisiti; possono tuttavia agire in tal senso in casi di forza maggiore.

Per citare un esempio, il progresso tecnico o circostanze eccezionali possono mettere in luce che il sistema in vigore non soddisfa un requisito legittimo e che tale mancanza può comportare rischi che lo Stato membro non poteva evitare modificando le norme in vigore per tempo. Tali modifiche devono essere notificate già quando sono in fase di proposta, come previsto dalla direttiva 98/34/CE, per dar tempo alla Commissione e agli altri Stati membri di presentare osservazioni sulla proposta di modifica.

Al termine del periodo transitorio gli Stati membri sono obbligati a sospendere l’applicazione del sistema nazionale mantenuto in vigore fino a quel momento, ad esempio abrogandone le normative applicabili. A seguito di ciò, le misure nazionali che recepiscono la nuova direttiva saranno le uniche norme vincolanti in vigore in tutti gli Stati membri per i prodotti o i rischi interessati. I prodotti non potranno perciò più essere fabbricati secondo le approvazioni del tipo o altri certificati rilasciati nell’ambito del sistema che viene abrogato.

Dopo il periodo di transizione, i prodotti fabbricati prima di tale periodo o durante lo stesso, secondo il sistema da abrogare, non possono più essere immessi sul mercato comunitario. Secondo gli obiettivi di sicurezza e di altro tipo fissati dalla nuova direttiva un prodotto immesso nel mercato prima del periodo di transizione deve poter essere messo in servizio dopo tale data se al momento dell’immissione nel mercato era già pronto per l’uso. In caso contrario, dopo tale data può essere messo in servizio solo se è totalmente conforme alle disposizioni della direttiva.

In base alla regola generale, la marcatura CE è un’indicazione che i prodotti disciplinati da varie direttive che ne impongono l’apposizione sono conformi alle disposizioni di tutte le direttive in questione. Se tuttavia una o più direttive consentono al fabbricante, durante il periodo di transizione, di scegliere le disposizioni da applicare, la marcatura CE diventa un’indicazione di conformità alle sole direttive applicate dal fabbricante.

Pertanto durante il periodo transitorio la marcatura CE non indica necessariamente che il prodotto è conforme a tutte le direttive applicabili che ne richiedono l’apposizione. I documenti, le avvertenze o le istruzioni previsti dalla direttiva e che accompagnano il prodotto devono pertanto indicare chiaramente le direttive applicate dal fabbricante, di cui almeno una di esse preveda un periodo transitorio applicabile al prodotto fabbricato. Anche la dichiarazione CE di conformità deve contenere informazioni sulle direttive applicate.

Nuovo Approccio - Campo di applicazione - Periodo transitorio

 

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