Direttiva CPD 89/106/CEE - Responsabilita' di prodotto

La direttiva sulla Responsabilità di prodotto (85/374/CEE) si applica a tutti i prodotti “coperti” dalle direttive di Nuovo Approccio e, di conseguenza, anche alla CPD.

L’obiettivo delle direttive di Nuovo Approccio è la protezione dell’interesse pubblico (ad esempio la salute e la sicurezza delle persone, la protezione dei consumatori, la protezione della transazioni economiche, la protezione dell’ambiente).

Pertanto, esse intendono prevenire, per quanto possibile, l’immissione sul Mercato e l’utilizzabilità di prodotti non sicuri od, in qualunque modo, non conformi. Questa direttiva obbliga il produttore a fabbricare prodotti sicuri, al fine di evitare i costi che la responsabilità gli attribuisce nel caso di prodotti difettosi.

Di conseguenza, la direttiva sulla Responsabilità di prodotto, e quelle di Nuovo Approccio, costituiscono elementi complementari nell’assicurazione di un adeguato livello di protezione. La regola fondamentale della direttiva sulla Responsabilità di prodotto è che il produttore è considerato responsabile per i danni eventualmente subiti dagli individui o da proprietà, a causa di un difetto del suo prodotto.

Il produttore di un prodotto finito o di un suo componente che ne faccia parte, il produttore di ogni materia prima, tutti coloro che si qualificano come “Produttori” (per esempio utilizzando un Marchio di Fabbrica) ed anche gli Importatori che immettono sul Mercato Unico prodotti provenienti da Paesi Terzi, ai sensi di questa direttiva, sono tutti considerati alla stregua di un produttore.

Qualora il produttore non possa essere identificato, ogni Fornitore di quel prodotto è considerato responsabile, a meno che non informi i danneggiati entro un lasso di tempo ragionevole riguardo all’identità del produttore o della persona che gli ha fornito il prodotto.

Nel caso in cui si caratterizzi una responsabilità multipla per il medesimo danno, ognuno è responsabile congiuntamente ed in sequenza. Il produttore deve rifondere i danni causati dai prodotti difettosi agli individui (morte, integrità personale) ed alla proprietà privata (beni d’uso privato). Tuttavia, la direttiva non copre i danni inferiori ai 500 Euro.

La Legge Nazionale può tutelare i danni morali. La direttiva non copre la distruzione dei prodotti difettosi e, quindi, ai sensi della direttiva non esistono obblighi di pagamento a tale proposito. Ciò senza pregiudizio alcuno per le Leggi Nazionali.

Questa direttiva concerne i prodotti mobili ed elettrici, così come le materie prime ed ognicomponente di un prodotto finale. I prodotti agricoli primari (cioè quelli prima della Trasformazione) ed i servizi in quanto tali ne sono esclusi. Inoltre, la direttiva si applica soltanto ai prodotti difettosi, cioè quei prodotti non in grado di offrire quella sicurezza che una persona è portata ad aspettarsi.

Il fatto che un prodotto non sia idoneo per l’utilizzo previsto non è ragione sufficiente. La direttiva si applica soltanto se un prodotto è carente dal punto di vista della sicurezza. Il fatto che un prodotto sia successivamente migliorato non implica che i vecchi modelli siano considerabili difettosi.

La direttiva permette agli Stati Membri di fissare un “massimale” di copertura finanziaria per gli incidenti in serie, fissato, come minimo, a 70 Milioni di Euro. Tuttavia, nella maggior parte degli Stati Membri, i Produttori sono responsabili per danni alla vita ed all’integrità personale causata dai medesimi prodotti con gli stessi difetti. Il produttore non è automaticamente responsabile per i danni causati dal prodotto.

Le persone danneggiate, siano esse o meno gli acquirenti o gli utilizzatori del prodotto difettoso, devono normalmente intentare causa per ottenere il pagamento dei danni. Il danneggiato sarà rifuso soltanto se prova di aver sofferto un danno, che il prodotto era difettoso e che proprio questa difettosità è stata la causa del danno. Qualora le persone danneggiate abbiano contribuito al danno, la responsabilità del produttore può essere ridotta od anche respinta.

Tuttavia, il danneggiato non deve dimostrare che il produttore è stato negligente, in quanto questa direttiva è basata sul principio della “responsabilità senza colpa” del produttore. Perciò il produttore non potrà essere esonerato dalle proprie responsabilità, anche se non avrà provato di non essere stato negligente, oppure che un atto od un’omissione di una terza persona aveva contribuito a causare il danno, così come di aver applicato le norme obbligatorie o che il suo prodotto era stato sottoposto a prove.

Viceversa, il produttore non è tenuto a rifondere i danni, se dimostra:

  • di non aver immesso il prodotto sul Mercato (ad esempio, il prodotto gli era stato rubato);
  • che il prodotto non era difettoso quando era stato immesso sul Mercato (ad esempio, dimostra che i difetti si sono manifestati due anni dopo l’immissione sul Mercato);
  • che il prodotto non era stato fabbricato per essere venduto;
  • che il difetto è stato causato in seguito al rispetto di Regolamentazioni obbligatorie emanate da una Pubblica Autorità (con esclusione delle Norme Nazionali, Europee ed Internazionali);
  • che lo stato della conoscenza scientifica e tecnica al tempo dell’immissione del prodotto sul Mercato non avrebbe consentito di scoprire il difetto (difesa dello sviluppo dei rischi);oppure,
  • nel caso di un sub-contraente (ad esempio un trasformatore), che il prodotto finale è difettoso per via del progetto di prodotto o delle istruzioni fornite dal produttore.

Dieci anni dopo l’immissione del prodotto sul Mercato, il produttore cessa di esserne responsabile, a meno che non siano pendenti azioni legali. Inoltre, il danneggiato deve intentare un’azione legale entro tre anni da quando ha subito il danno, essendo conosciuti il difetto e l’identità del produttore.

Non può essere ammessa alcuna rinuncia di responsabilità nei confronti della persona danneggiata. Questa direttiva non richiede agli Stati Membri di abrogare alcuna altra Legislazione sulla Responsabilità. In rispetto a ciò, il regime della direttiva si aggiunge alle Regola mentazioni Nazionali esistenti in tema di Responsabilità. E’ facoltà dei danneggiati scegliere sulla base di quale riferimento intentare la propria azione legale.

Direttiva CPD 89/106/CEE - Responsabilità di prodotto

 

Consulenza, applicazione e verifica delle norme di sicurezza conformi alle direttive ce