Direttiva prodotti da costruzione

La direttiva Prodotti da Costruzione 89/106/CEE (denominata CPD) si applica ai materiali da costruzione nella misura in cui valgano per essi i requisiti essenziali relativi alle opere e suscettibili di influenzare le caratteristiche tecniche di un prodotto.

Questi requisiti possono essere applicabili tutti, alcuni o soltanto uno; essi devono essere soddisfatti per una durata di esercizio economicamente ragionevole.

Nella direttiva CPD, per “materiale da costruzione” s’intende qualsiasi prodotto fabbricato al fine di essere permanentemente incorporato in opere di costruzione, le quali comprendono gli edifici e le opere d’ingegneria civile. I “materiali da costruzione” sono denominati “Prodotti”; le opere di costruzione, le quali comprendono gli edifici e le opere d’ingegneria civile sono in appresso denominate “opere”.

Gli Stati membri della UE prendono le misure necessarie per far sì che i Prodotti destinati ad essere impiegati in opere possano essere immessi sul mercato solo se idonei all’impiego previsto, se hanno cioè caratteristiche tali che le opere in cui devono essere inglobati, montati, applicati o installati possano, se adeguatamente progettate e costruite, soddisfare i requisiti essenziali, se e nella misura in cui tali opere siano soggette a regolamentazioni che prevedano tali requisiti.

Qualora i Prodotti siano oggetto di altre direttive comunitarie in relazione ad altri aspetti, la marcatura CE di conformità indica in tali casi che i Prodotti soddisfano anche i requisiti di queste altre direttive.

Qualora una direttiva futura riguardi soprattutto altri aspetti e solo in minor misura i requisiti essenziali definiti nella presente direttiva essa deve contenere disposizioni che assicurino che essa copre anche i requisiti previsti nella presente direttiva.

La direttiva CPD non pregiudica il diritto degli Stati membri di prescrivere - nel rispetto del trattato - i requisiti che essi reputino necessari per assicurare la protezione dei lavoratori nell’utilizzazione dei Prodotti, purché ciò non implichi una modifica dei Prodotti, non prevista nella presente direttiva.

Per tener conto di eventuali differenze di condizioni geografiche o climatiche o di abitudini di vita, nonché dei diversi livelli di protezione esistenti sul piano nazionale, regionale o locale, ciascun requisito essenziale può dar luogo alla fissazione di classi di prestazione e nelle specificazioni tecniche.

I requisiti essenziali sono precisati in documenti (documenti interpretativi) destinati a stabilire i collegamenti necessari tra i requisiti essenziali e i mandati di normalizzazione, i mandati per orientamenti per il benestare tecnico europeo oppure il riconoscimento di altre specificazioni tecniche.

Nella direttiva CPD per “specificazioni tecniche” si intendono le norme e i benestare tecnici. Per “norme armonizzate” si intendono le specificazioni tecniche adottate dal CEN o CENELEC o da entrambi su mandato della Commissione, conferito conformemente alla direttiva 83/189/CEE, sulla base di un parere formulato dal comitato permanente della costruzione, e secondo gli orientamenti generali riguardanti la cooperazione tra la Commissione e i due organi suddetti.

Gli Stati membri della UE presumono idonei al loro impiego i Prodotti che consentono alle opere in cui sono utilizzati, se adeguatamente progettate e costruite, di soddisfare i requisiti essenziali e che recano la marcatura CE.

Gli Stati membri della UE possono comunicare alla Commissione i testi delle rispettive specificazioni tecniche nazionali, che essi considerano conformi ai requisiti essenziali.

La Commissione trasmette immediatamente tali specificazioni tecniche nazionali agli altri Stati membri e, conformemente alla procedura, essa informa gli Stati membri delle specificazioni tecniche nazionali che si presumono conformi ai requisiti essenziali. Tale procedura è avviata e seguita dalla Commissione di concerto con il comitato.

Gli Stati membri pubblicano gli estremi di tali specificazioni tecniche. La Commissione li pubblica anche nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.

Il fabbricante o il suo mandatario stabilito nella Comunità può non applicare le specificazioni tecniche previste per il prodotto, ma è tenuto a dimostrare che le soluzioni adottate garantiscono il rispetto dei requisiti essenziali.

La Commissione, in consultazione con il comitato, elabora, gestisce e rivede periodicamente un elenco di Prodotti che hanno implicazioni minori per la salute e la sicurezza e che possono essere immessi sul mercato sulla base di una dichiarazione di conformità alle “regole dell’arte” rilasciata dal fabbricante.

La marcatura CE indica che i Prodotti soddisfano i requisiti. Spetta al fabbricante o al suo mandatario stabilito nella Comunità assumere la responsabilità di apporre la marcatura CE sul prodotto stesso, su un’etichetta apposta sul prodotto, sul suo imballaggio o sui documenti commerciali che lo accompagnano.

Qualora la Commissione o uno Stato membro ritenga che una specificazione tecnica non soddisfi più i requisiti necessari per la presunzione di conformità alle disposizioni della direttiva CPD, la Commissione consulta il comitato. Alla luce del parere del suddetto comitato, la Commissione indica agli Stati membri se la specificazione tecnica nazionale in questione debba continuare o no a beneficiare della presunzione di conformità e, in caso contrario, se debba essere ritirato il relativo estratto.

Gli Stati membri non ostacolano la libera circolazione, l’immissione sul mercato o l’utilizzazione nel proprio territorio di Prodotti che soddisfano le disposizioni della direttiva.

CPD

Gli Stati membri provvedono affinché l’utilizzazione di tali Prodotti ai fini cui sono destinati non venga proibita da norme o condizioni imposte da organismi pubblici o privati, che agiscono sotto forma di impresa pubblica o di organismo pubblico, in base ad una posizione di monopolio.

 

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