Direttiva Macchine 2006/42/CE - Agenti fisici - Rumore

I problemi e i rischi indotti dal rumore emesso da una macchina è sempre stato considerato in tutte le direttive che hanno riguardato le macchine: dalla 89/392/CEE, alla 98/37/CE per finire all’ultima entrata in vigore il 29.12.2009, la 2006/42/CE.

La Direttiva Macchine (2006/42/CE, “Nuova Direttiva Macchine”) considera fra i Requisiti Essenziali di Sicurezza il rumore e anche (contrariamente alle direttive precedenti) le vibrazioni: infatti, al punto 1.5.8. - “Rumore” si legge che lo macchina deve essere progettata e costruita in modo tale che i rischi dovuti all’emissione di rumore aereo siano ridotti al livello minimo, tenuto conto del progresso tecnico e della possibilità di disporre di mezzi atti a limitare il rumore, in particolare alla fonte, mentre 01 punto 1.5.9. - “Vibrazioni” si legge che lo macchina deve essere progettata e costruita in modo tale che i rischi dovuti alle vibrazioni trasmesse dalla macchina siano ridotti al livello minimo, tenuto conto del progresso tecnico e della disponibilità di mezzi atti a ridurre le vibrazioni, in particolare alla fonte.

L’introduzione del concetto di “livello minimo” comportavo già, quindi, per i costruttori l’implementazione delle migliori soluzioni tecniche o disposizione per gestire questi due rischi; tuttavia, la possibilità concessa dalla Direttiva Macchine di effettuare uno valutazione anche di tipo economico (se la misura di sicurezza costa tanto quanto lo macchino intera sarebbe, infatti, uno soluzione antieconomica installarla) e l’assenza di valori limite specifici potevo portare od accettare anche valori piuttosto elevati; questo aspetto, con l’introduzione dei D.Lgs. 187/2005 e D.Lgs. 195/2006, è destinato, tuttavia, o cambiare visto che, intuitivamente, i Datori di Lavoro privilegeranno le macchine e le attrezzature che consentono un utilizzo continuativo per il maggior tempo possibile, diminuendo, magari, anche lo necessità di specifici DPI, costosi e do ripristinare regolarmente.

Una nota particolare deve essere aggiunta in merito alle macchine destinate o funzionare all’aperto (per esempio, motocompressori, gru o torre, gruppi elettrogeni, martelli demolitori, macchine movimento terra, tosaerba): dal primo gennaio del 2003, infatti, è entrato pienamente in vigore il D.Lgs. 262/2002 “Attuazione dello direttivo 2000/14/CE concernente l’emissione acustico ambientale delle macchine ed attrezzature destinate o funzionare all’aperto” (come modificato, per quanto concerne l’allegato I - Parte B, dal D.M. 24 luglio 2006): tale decreto legislativo disciplino i valori limite di emissione acustico, le procedure per lo valutazione dello conformità e lo rilevazione dei doti, lo marcatura e lo documentazione tecnico delle macchine e delle attrezzature destinate o funzionare all’aperto: nello fattispecie, prevede, per esempio, che su uno specifico targhetta opposto alla macchina (label acustica) sia riportato l’indicazione del livello di potenza sonora prodotto.

Si noti che al comma f) del punto 1.7.4. - “Istruzioni per l’uso” della Direttiva Macchine, si stabilisce che, qualunque sia lo tipologia di macchina, le istruzioni per l’uso devono fornire le indicazioni seguenti sul rumore aereo prodotto dalla macchina, valore reale o valore stabilito in base alla misurazione eseguita su una macchina identica:

il livello di pressione acustica continuo equivalente ponderato A nei posti di lavoro se supera 70 dB (A); se tale livello è inferiore o pari a 70 dB (A), deve essere indicato;

il valore massimo della pressione acustica istantanea ponderata C nei posti di lavoro se supera 63 Pa (130 dB rispetto a 20 mPa);

il livello di potenza acustica emesso dalla macchina se il livello di pressione acustica continuo equivalente ponderato A nei posti di lavoro supera 85 dB (A).

Conclusioni I rischi connessi alle vibrazioni meccaniche e al rumore devono essere, pertanto, presi in considerazione sia da chi progetta e costruisce le macchine e le attrezzature, sia da chi, generalmente il Datore di Lavoro, ha la responsabilità di scegliere macchine e attrezzature da far utilizzare agli operatori per effettuare determinate operazioni lavorative.

Il fatto che gli effetti di tali rischi non siano, in alcuni casi, percepibili immediatamente, inoltre, richiede un’attenzione maggiore anche nello fase di formazione e informazione degli operatori in modo che si posso instaurare un circolo virtuoso per il miglioramento delle condizioni di lavoro dal punto di visto delle vibrazioni meccaniche e del rumore: gli operatori, infatti, operando o stretto contatto con le macchine e le attrezzature possono fornire preziosi suggerimenti sia al Datore di Lavoro, orientando le scelte in merito agli acquisti, sia, eventualmente, ai fabbricanti, implementando soluzioni migliorative delle macchine e delle attrezzature utilizzate.

Direttiva Macchine 2006/42/CE - Agenti fisici - Rumore

 

Perizie tecniche asseverate sulla sicurezza delle macchine secondo direttive ce