Direttiva CPD 89/106/CEE - Una direttiva Nuovo Approccio anomala

Le direttive europee e l’obiettivo di programma dell’Unione Europea secondo il cosiddetto “Nuovo Approccio” è quello di semplificare l’armonizzazione tecnica e favorire l’elaborazione di norme per certe categorie (in gergo: “famiglie”) di prodotti.

Questo programma ha preso il nome di “Nuovo Approccio” in quanto esso differisce sostanzialmente dall’approccio che era stato seguito in precedenza per la definizione delle direttive Europee.

Fino al 1985, la linea politica definita tentava di rimuovere le barriere costituite dalle diverse Regolamentazioni Tecniche Nazionali attraverso l’armonizzazione della stesura di Specifiche Tecniche di prodotto, piuttosto che attraverso la definizione dei Livelli e Classi di prestazione.

Tale approccio di Armonizzazione si era rilevato piuttosto lento per due ordini di ragioni. Perché la Legislazione rischiava di divenire eccessivamente tecnica, in quanto aveva il compito di concordare “per convenzione” requisiti individuali comuni per ogni categoria di prodotto, ed in quanto l’adozione delle direttive di armonizzazione tecnica era vincolata all’espressione di un voto unanime da parte del Consiglio degli Stati Membri.

Nel 1985, gli Stati Membri, decidevano dunque di adottare le misure proposte dalla Commissione che avevano delineato 285 proposte legislative per migliorare la libera circolazione di beni, persone, servizi e capitali. Queste sono elencate nel “Libro Bianco” sul completamento del Mercato Interno. Veniva quindi adottato un nuovo metodo, il “Nuovo Approccio”, all’armonizzazione ed alla normazione tecnica, che definiva i seguenti principi:

  • L’armonizzazione legislativa è limitata ai “requisiti essenziali” che i prodotti immessi sul Mercato Unico devono rispettare, per beneficiare di una libera circolazione all’interno della Comunità (ora, Unione) Europea.
  • Le “Specificazioni Tecniche” dei prodotti che rispondono ai requisiti essenziali indicati nelle direttive, vengono definite all’interno di “Norme Armonizzate”.
  • L’applicazione delle Norme Armonizzate o di altre Norme rimane volontaria ed un produttore è libero di applicare Specificazioni Tecniche diverse.
  • I prodotti fabbricati in accordo con le Norme Armonizzate beneficiano di una “presunzione di conformità” nei confronti dei corrispondenti requisiti essenziali.

L’operatività del Nuovo Approccio richiede che le Norme offrano garanzie di rispetto dei requisiti essenziali stabiliti nelle direttive, e che le Autorità Nazionali si assumano le proprie responsabilità per la protezione della sicurezza o di altri aspetti previsti nelle direttive. In aggiunta, è necessaria una “Clausola di salvaguardia” per permettere la possibilità di contestare la conformità di un prodotto, oppure le lacune ed i difetti delle Norme Armonizzate.

In effetti, la direttiva “prodotti da costruzione” (CPD) può essere considerata “anomala” o speciale tra quelle di Nuovo Approccio, in quanto prevede una deviazione rispetto ai principi sopra menzionati. Infatti, ai sensi della CPD, i requisiti essenziali raggiungono concretezza attraverso i cosiddetti “documenti interpretativi”, che sono definiti da Commissioni Tecniche.

Inoltre, la CPD prevede un meccanismo di “Approvazione Tecnica Europea” che è una valutazione tecnica di idoneità all’impiego di un prodotto. Questa Approvazione Tecnica può essere rilasciata a prodotti per i quali non esiste alcuna Norma Armonizzata, né un Mandato della Commissione per la sua preparazione, ed anche a prodotti che differiscono significativamente dalle Norme Armonizzate o dalle Specificazioni Tecniche Nazionali riconosciute.

Inoltre, la Commissione Europea specifica la procedura di attestazione della conformità per un dato prodotto o famiglia di prodotti sulla base di metodi definiti in Allegato alla CPD. Quindi, i “moduli” di Attestazione della conformità specificati “dall’Approccio Globale” non sono applicabili. In conclusione, sebbene sia generalmente considerata una direttiva di Nuovo Approccio, la CPD presenta un’ulteriore fondamentale differenza, in quanto i requisiti essenziali sono riferiti alle “Opere” e non direttamente ai “prodotti”.

Direttiva CPD 89/106/CEE - Una direttiva Nuovo Approccio anomala

 

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