Direttiva CPD 89/106/CEE - Sviluppo della normativa

Le normative europee seguono anche le premesse politiche e legali relativamente alla Legislazione Europea sui prodotti. Il processo di unificazione economica Europea ha avuto inizio nel 1957 con l’adozione del “Trattato di Roma” che ha portato alla creazione della “Comunità Economica Europea” (CEE, in Inglese EEC), così come della Comunità Europea per l’Energia Atomica (EURATOM).

Già a quei tempi gli Stati Membri (originariamente 6: Belgio, Francia, Germania, Italia, Lussemburgo ed Olanda) cercavano di favorire la creazione di una Comunità Europea che costituisse un Mercato comune ed un’unione economica e monetaria. Oggi gli Stati Membri sono divenuti 25 (oltre agli originari Belgio, Francia, Germania, Italia, Lussemburgo ed Olanda, nel 1973 si sono aggiunti Danimarca, Irlanda e Gran Bretagna, nel 1981 la Grecia, nel 1986 Portogallo e Spagna, successivamente Austria, Finlandia e Svezia e dal 1 Maggio 2004 Cipro, Estonia, Lettonia, Litua nia, Malta, Rep. Ceca, Rep. Slovacca, Slovenia ed Ungheria).

Nel 1992, il processo di unificazione ha avuto un’accelerazione, con la definizione del Trattato costitutivo “dell’Unione Europea” (UE, in Inglese EU), conosciuto come “Trattato di Maastricht”, che ha definito i principi fondamentali per la creazione di un’Europa unificata sia a livello economico, sia monetario. Dal 2002 la moneta unica, l’Euro, (con ancora qualche eccezione) è una realtà. Il medesimo Trattato aveva anche portato alla ridenominazione della CEE, che era divenuta la “Comunità Europea” (CE, in Inglese EC) e che, con la successiva ratifica, avvenuta nel 1993, è stata poi definitivamente denominata “Unione Europea”, così come è attualmente.

Assai più recentemente, il 18 Giugno 2004, i capi di Stato e di governo dell’UE hanno approvato a Brussels la nuova carta costituzionale europea, composta da un preambolo e quattro parti. La Carta è stata firmata ufficialmente a Roma il 29 Ottobre 2004 ed entro il 1-11-2006 dovrà essere ratificata da tutti i singoli Stati Membri, pena la sua non applicabilità, comunque prevista a partire dal 2009. Una gran parte delle esistenti Regolamentazioni tecniche Europee si applica anche alla Norvegia, all’Islanda ed al Liechtenstein. Questi tre Stati, che appartengono all’Associazione Europea del Libero Scambio (in Inglese, EFTA), hanno sottoscritto con gli Stati Membri dell’Unione Europea un Trattato per dare corpo “all’Area Economica Europea” (in Inglese, EEA) e per rimuovere le reciproche barriere al commercio, al fine di garantire la libera circolazione dei beni, delle persone, dei servizi e dei capitali in Europa.

Di conseguenza la direttiva comunitaria sui prodotti da costruzione si applica, oltre che ai 25 Stati Membri dell’UE, anche alla Norvegia, all’Islanda ed al Liechtenstein. Viceversa, la Svizzera, pur essendo Membro dell’EFTA, non fa parte dell’EEA e pertanto è da considerarsi come un “Paese terzo”. La stabilità economica e politica dell’UE costituiscono un polo d’attrazione per numerosi paesi europei che possono richiedere, con pieno diritto, l’adesione all’Unione Europea (secondo l’articolo 49, ex articolo 0 del Testo Unico Europeo). I paesi che hanno presentato domanda in tal senso sono: Turchia (14 aprile 1987) – Romania (22 giugno 1995) – Bulgaria (14 dicembre 1995), oltre che Croazia. L’Unione Europea, dunque, è destinata ad allargarsi ulteriormente integrando quelli che attualmente sono identificati come “Stati Membri Candidati”. Esistono infine contrastate ipotesi di allargamento che comprendono i Paesi del bacino mediterraneo (es. Tunisia, Israele), ma finora nessun negoziato è stato concretamente avviato in tal senso.

Il prossimo gruppo che è previsto aderirà in un “secondo tempo” (2007), è costituito da: Bulgaria, Croazia e Romania. Lo sviluppo dei negoziati con questi paesi dipenderà peraltro dal loro sviluppo politico ed economico. Aperti sono pure negoziati con Albania, Bosnia Erzegovina e Macedonia. Quanto alla Turchia, il Consiglio europeo ha proprio di recente (dic. 2004) deciso che i negoziati per un possibile ingresso nell’UE nel 2015 si avvieranno il 3 ottobre 2005. In passato, anche Svizzera, Liechtenstein e Norvegia, avevano analogamente presentato una domanda di adesione. Tuttavia, la Norvegia ha rifiutato tale adesione per due volte (1972 e 1994), a seguito di referendum, e le candidature di Svizzera e Liechtenstein sono state sospese, a seguito del referendum del 1992 e di quello più recente, con il quale la Svizzera ha deciso di non aderire allo Spazio Economico Europeo.

All’atto dell’adesione all’UE gli Stati Membri Candidati, oltre a dover attuare i Trattati dell’Unione ed a dover rispettare la Legislazione Europea esistente, dovranno essere pronti a recepire almeno l’80% della Normativa Tecnica Europea e, particolarmente per quegli Stati che gravitavano nell’ex area di influenza Sovietica, quest’ultimo fatto – generalmente poco conosciuto - avrà un impatto dai costi altissimi, in quanto comporterà obbligatoriamente un radicale mutamento dei riferimenti tecnici, e dunque delle consuetudini, per l’imprenditoria e l’industria Nazionale locale, considerata la radicale, diversa concezione dell’impostazione, dei contenuti e delle procedure attualmente in uso.

Direttiva CPD 89/106/CEE - Sviluppo della normativa

 

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