Direttiva CPD 89/106/CEE - Marcatura CE - Riepilogo

Per marcare CE un prodotto da costruzione è necessario che ci sia una Direttiva che lo regolamenta (direttiva 89/106/CEE), delle Norme di prodotto o armonizzate e degli Enti Notificati.

 

L’obiettivo della marcatura CEGarantire la libera circolazione di tutti i prodotti da costruzione nell’Unione mediante l’armonizzazione delle legislazioni nazionali nel campo dei requisiti essenziali per tali prodotti in materia di salute, di sicurezza e di benessere.

REGOLAMENTAZIONE Direttiva 89/106/CEE del Consiglio, del 21 dicembre 1988, relativa al ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative degli Stati membri concernenti i prodotti da costruzione Gazzetta ufficiale L 40 dell’11.02.1989]. Modificata dalla direttiva 93/68/CEE del Consiglio, del 22 luglio 1993 [Gazzetta ufficiale L 220 del 30.08.1993].

SINTESI Direttiva 89/106/CEE La Direttiva Prodotti da Costruzione 89/106/CEE, stabilisce che i prodotti da costruzione devono garantire il rispetto di uno o più requisiti essenziali relativi alle opere da costruzione, come la resistenza strutturale, sicurezza in caso d’incendio ed all’uso, protezione contro il rumore, risparmio energetico, salubrità e rispetto ambientale.

Campo d’applicazione: la direttiva si applica ai prodotti da costruzione definiti quali prodotti destinati ad essere incorporati permanentemente in opere di costruzione.

Conformità ai requisiti essenziali: i prodotti da costruzione possono essere immessi sul mercato soltanto se idonei all’uso previsto. A tale riguardo, essi devono consentire la costruzione di opere che soddisfano, per una durata di vita economicamente accettabile, i requisiti essenziali in materia di resistenza meccanica e di stabilità, di sicurezza in caso d’incendio, d’igiene, di sanità e di ambiente, di sicurezza di utilizzazione, di protezione dal rumore, di economia di energia e di isolamento termico previsti all’allegato I della direttiva.

I requisiti essenziali sono precisati in prima istanza da documenti interpretativi elaborati da comitati tecnici e poi sviluppati mediante specifiche tecniche che possono consistere in:

  • norme armonizzate europee adottate dagli organismi europei di normalizzazione (CEN o/e CENELEC) su mandato della Commissione e previa consultazione del comitato permanente per la costruzione;
     
  • benestari tecnici europei che valutano l’idoneità di un prodotto all’impiego previsto nei casi in cui non esista né una norma armonizzata, né una norma nazionale riconosciuta, né un mandato per una norma europea e in cui la Commissione, previa consultazione degli Stati membri nel comitato permanente per la costruzione, non ritenga possibile o ancora possibile elaborare una norma. Per facilitare tale compito, l’EOTA “European Organization of Technical Approvals” (Organizzazione europea per il benestare tecnico), che raggruppa gli organismi nazionali competenti per il benestare tecnico, può elaborare orientamenti per il benestare tecnico europeo per un prodotto o una famiglia di prodotti da costruzione, su mandato della Commissione e previa consultazione del Comitato permanente per la costruzione.

Laddove non esistano né una norma europea né un benestare tecnico europeo, i prodotti possono continuare ad essere valutati ed immessi sul mercato in base alle disposizioni nazionali esistenti conformi ai requisiti essenziali. Apposizione del marchio “CE”: possono beneficiare del marchio “CE” esclusivamente i prodotti da costruzione conformi alle norme nazionali in cui sono state recepite le norme armonizzate, a un benestare tecnico europeo o, in mancanza, alle specifiche tecniche nazionali conformi ai requisiti essenziali. Le opere munite del marchio “CE” soddisfano in tal modo i requisiti essenziali.

Attestato di conformità: spetta al fabbricante o al suo mandatario stabilito nella Comunità attestare, con i propri mezzi o tramite un organismo autorizzato di certificazione, che i loro prodotti sono conformi ai requisiti di una specificazione tecnica secondo le procedure di conformità menzionate nella direttiva. Il sistema di attestazione della conformità si può definire come il grado di severità con cui viene controllato un prodotto in fabbrica e sul mercato. Esistono diversi sistemi di attestazione della conformità: sistema 1+ sistema 1 sistema 2+ sistema 2 sistema 3 sistema 4 la severità del controllo è decrescente. Gli elementi che caratterizzano le procedure di attestazione della conformità ai sensi della CPD sono indicati nell’ Allegato III paragrafo 1 della CPD. Inoltre i Sistemi di Attestazione della Conformità, i ruoli e le funzioni degli Organismi Notificati e gli obblighi per i Produttori sono dettagliati nel Guidance Paper K “The attestation of conformity systems and the role and tasks of the notified bodies in the field of the Construction Products Directive”.

Clausola di salvaguardia: i prodotti dichiarati conformi alla direttiva, ma che non soddisfano i requisiti essenziali e che presentano quindi un pericolo per la sicurezza e la salute, possono essere temporaneamente ritirati dal mercato dagli Stati membri. Qualora la non conformità sia dovuta a specificazioni tecniche, all’applicazione o a lacune delle stesse, la Commissione deciderà, previa consultazione del comitato permanente per la costruzione, se la specificazione tecnica europea o nazionale deve continuare o meno a beneficiare della presunzione di conformità.

requisiti essenziali;

benestare tecnico europeo;

sistema di attestazione di conformità alle specificazioni tecniche: metodi di controllo della conformità, organismi competenti, marchio, certificato e dichiarazione CE di conformità;

organismi di ispezioni e di certificazione e laboratori di prove.

Per informazioni più dettagliate consultare il sito
http://europa.eu.int

La DIRETTIVA 89/106/CEE modifica le disposizioni della direttiva 89/106/CEE nonché le direttive 87/404/CEE, 88/378/CEE, 89/336/CEE, 89/686/CEE, 89/392/CEE, 90/384/CEE, 90/385/CEE, 90/396/CEE, 91/263/CEE, 92/42/CEE e 73/23/CEE per quanto concerne la marcatura dei prodotti. Ormai l’espressione da utilizzare è “marcatura CE”.

Inoltre, le condizioni per l’apposizione diventano le stesse per una serie di prodotti (prodotti da costruzione, recipienti semplici a pressione, dispositivi di protezione individuale, giocattoli, apparecchiature terminali di telecomunicazione, caldaie ad acqua calda, materiale elettrico, …) che possono rientrare simultaneamente nel campo d’applicazione di varie direttive che fino a tale momento avevano previsto regimi di marcatura diversi.

DISPOSIZIONI DI APPLICAZIONE

Decisione 2003/424/CE della Commissione, del 6 giugno 2003, che modifica la decisione 96/603/CE recante l’elenco di prodotti delle classi A “nessun contributo all’incendio” di cui alla decisione 94/611/CE che attua l’articolo 20 della direttiva 89/106/CEE del Consiglio sui prodotti da costruzione [Gazzetta ufficiale L 144 del 12.06.2003] Decisione 2003/312//CE della Commissione, sulla pubblicazione dei riferimenti delle norme relative ai prodotti per l’isolamento termico, ai geotessili, agli impianti fissi di estinzione degli incendi e ai blocchi di gesso conformemente alla direttiva 89/106/CEE del Consiglio [Gazzetta ufficiale L 114 del 08.05.2003] Decisione 2003/43/CE della Commissione, del 17 gennaio 2003, che determina le classi di reazione all’azione dell’incendio per taluni prodotti da costruzione [Gazzetta ufficiale L 13 del 18.01.2003] Decisione 2002/359/CE della Commissione, del 13 maggio 2002, relativa alla procedura per l’attestazione di conformità dei prodotti da costruzione a contatto con le acque destinate al consumo umano, a norma dell’articolo 20, paragrafo 2, della direttiva 89/106/CEE del Consiglio [Gazzetta ufficiale L 127 del 08.05.2002] Decisione 2002/592/CE della Commissione, del 15 luglio 2002, che modifica le decisioni 95/467/CE, 96/577/CE, 96/578/CE e 98/598/CE relative alla procedura di attestazione di conformità dei prodotti da costruzione a norma dell’articolo 20, paragrafo 2, della direttiva 89/106/CEE del Consiglio riguardo, rispettivamente, ai prodotti a base di gesso, ai sistemi fissi antincendio, ai prodotti igienico-sanitari e agli aggregati [Gazzetta ufficiale L 192 del 20.07.2002] Comunicazioni: Comunicazione della Commissione, del 6 settembre 2002, nell’ambito dell’applicazione della direttiva 89/106/CEE del Consiglio [Gazzetta ufficiale C 210 del 06.09.2002] Comunicazione della Commissione, del 15 dicembre 2001, nell’ambito dell’applicazione della direttiva 89/106/CEE del Consiglio [Gazzetta ufficiale C 358 del 15.12.2001] Altri riferimenti: Lista degli organismi notificati designati dagli stati membri e dai paesi EFTA (membri del SEE) in accordo alla direttiva sui prodotti da costruzione (89/106/EEC) [Gazzetta ufficiale C 282 del 19.11.2002] ALTRI LAVORI Benestare tecnico europeo Organismi riconosciuti: Gazzetta ufficiale C 168 del 03.06.1998 Gazzetta ufficiale C 316 del 25.10.1996 Gazzetta ufficiale C 206 del 26.07.1994

Dette comunicazioni pubblicano per informazione l’elenco degli organismi abilitati a rilasciare il benestare tecnico europeo.

Procedure: Decisione 94/23/CE della Commissione, del 17 gennaio 1994, relativa alle regole procedurali comuni per i benestare tecnici europei (ETA) [Gazzetta ufficiale L 17, 20.01.1994]. Questa decisione definisce le regole procedurali comuni che devono essere rispettate per presentare le domande di benestare tecnici europei, per preparare e rilasciare questi benestare, il loro ritiro, revisione o prolungamento.
 

Schema generale: Decisione 97/571/CE della Commissione, del 22 luglio 1997, relativa allo schema generale di benestare tecnico europeo per i prodotti da costruzione [Gazzetta ufficiale L 236, 27.08.1997].
 

Reazione al fuoco Classificazione dei prodotti: Decisione 2000/147/CE della Commissione, dell’8 febbraio 2000, che attua la direttiva 89/106/CEE del Consiglio per quanto riguarda la classificazione della reazione all’azione dell’incendio dei prodotti da costruzione [Gazzetta ufficiale L 50, 23.02.2000]. Tale misura, che sostituisce la decisione 94/611/CEE della Commissione, stabilisce un sistema di classificazione dei prodotti da costruzione in base alla reazione all’azione dell’incendio.
 

Decisione 2000/367/CE della Commissione, del 3 maggio 2000, per quanto riguarda la classificazione della resistenza all’azione del fuoco dei prodotti da costruzione, delle opere di costruzione e dei loro elementi [Gazzetta ufficiale L 133, 06.06.2000]. Questa misura stabilisce un sistema di classificazione in materia di resistenza al fuoco dei prodotti da costruzione, delle opere di costruzione e degli elementi di queste ultime.
 

Metodi di prova: Decisione 98/457/CE della Commissione, del 3 luglio 1998, relativa alla prova “Incendio di singoli oggetti in un locale” (SBI), di cui alla decisione 94/611/CE che attua l’articolo 20 della direttiva 89/106/CEE del Consiglio sui prodotti da costruzione [Gazzetta ufficiale L 201, 17.07.1998].
 

Materiali che non richiedono prove: Decisione 2000/553/CE della Commissione, del 6 settembre 2000, che attua la direttiva 89/106/CEE del Consiglio, riguardo alla resistenza esterna all’azione del fuoco dei rivestimenti per tetti [Gazzetta ufficiale L 235, 19.09.2000] Questa decisione determina quali sono i prodotti di rivestimento per tetti (ardesie, tegole, fibra-cemento, strati metallici profilati, lamiere metalliche piatte e prodotti destinati a essere completamente ricoperti in impiego normale) che non richiedono prove perché sono presunti soddisfare le esigenze in materia di resistenza esterna all’azione del fuoco.

Direttiva CPD 89/106/CEE - Marcatura CE - Riepilogo

 

Marcatura CE avvertenze e segnalazioni di varia natura