Direttiva CPD 89/106/CE - Transposizione e disposizioni transitorie

Gli Stati Membri sono richiesti di “trasporre” le disposizioni delle direttive all’interno della propria Legislazione Nazionale e devono informarne in merito la Commissione.

Gli Stati Membri possono permettere l’immissione sul Mercato di prodotti in accordo con Regolamentazioni in vigore nel proprio Paese alla data di applicazione della direttiva in questione, fino alla data indicata nella direttiva (periodo di coesistenza).

A determinate condizioni, tali prodotti possono essere autorizzati all’uso oltre tale data. La CPD non prevede una “data di applicazione”.

Ai sensi della CPD, è la disponibilità di una Norma Armonizzata o di una “Guida per l’ETA” che innesca l’applicazione della CPD per una data famiglia di prodotti.

Eventuali nuove barriere al commercio, risultato dell’adozione di Norme Tecniche Nazionali e Regolamentazioni divergenti, possono essere prevenute attraverso la Procedura definita nella direttiva 98/34/CE del 22 Giugno 1998, così come modificata dalla direttiva 98/48/CE del 20 Luglio 1998.

Considerato che gli Stati Membri sono tenuti a notificare alla Commissione ed agli altri Stati Membri i loro progetti di Regolamentazione e normazione Nazionale, è stato previsto un “periodo di attesa” (in Inglese, standstill) che eventualmente consente loro di “reagire”.

Durante tale periodo tali Regolamentazioni e Norme Nazionali non possono essere adottate ed entrare in vigore, viceversa ciò è consentito al suo termine, in assenza di osservazioni.

In genere la durata di questo periodo è di tre mesi, ma diviene di dodici nel caso in cui ci sia una direttiva in fase di preparazione.

La medesima direttiva offre inoltre la possibilità alla Commissione di invitare, previa consultazione degli Stati Membri, gli Organismi di normazione Europei ad elaborare delle Norme Europee.

Direttiva CPD 89/106/CE - Transposizione e disposizioni transitorie

 

Dichiarazione di conformità per la marcatura Ce