Direttiva CPD 89/106/CEE - Scopo e finalita'

La direttiva prodotti da costruzione 89/106/CEE (cfr. OJ L 40, del 11-2-1989), approvata il 21 Dicembre 1988 ed emendata il 22 Luglio 1993 dalla “direttiva 93/68/CEE” (cfr. OJ L 220, del 30-8-1993) e successivamente dal Regolamento (CE) N. 1882/2003 (cfr. OJ L284 del 31-10-2003), si propone di eliminare le barriere tecniche al commercio per i prodotti da costruzione.

Questo obiettivo verrà raggiunto imponendo agli Stati Membri di assumere tutte le misure necessarie affinché soltanto i prodotti che sono idonei per l’utilizzo previsto, possano essere immessi sul Mercato. Da un altro punto di vista, i prodotti giudicati idonei in uno Stato Membro, devono anche essere permessi per l’utilizzo negli altri Stati Membri.

Lo scopo principale della direttiva è quindi l’abolizione di ingiustificate barriere tecniche alla libera circolazione dei prodotti da costruzione. L’idoneità all’impiego significa che i prodotti possiedono caratteristiche tali per cui le Opere nelle quali devono essere incorporati, montati, applicati od installati, possono, se propriamente progettate e fabbricate, soddisfare i requisiti essenziali di cui all’Articolo 3 della direttiva (Resistenza meccanica e stabilità, sicurezza in caso d’incendio, ecc.) laddove e qualora tali Opere siano soggette a Regolamentazioni contenenti tali Requisiti.

Ai sensi della CPD, l’allocuzione “prodotti da costruzione” è riferibile ad ogni prodotto che è fabbricato per un’incorporazione permanente in un’Opera di costruzione, comprendendo sia gli Edifici, sia le Opere di Ingegneria Civile.

I prodotti da costruzione includono anche gli impianti e le loro parti, perciò riscaldamento, condizionamento dell’aria, ventilazione, impianti sanitari, forniture elettriche e di deposito di sostanze nocive per l’ambiente, come pure le Opere di costruzione prefabbricate che sono commercializzate in quanto tali, per esempio case prefabbricate, garage e silos prefabbricati.

Essi comprendono anche “insiemi di componenti immessi contemporaneamente sul mercato” che divengono “prodotto” soltanto quando vengono posti in opera. A tale proposito la Commissione ha predisposto il “Guidance Paper C”, denominato: “Il trattamento dei kit e dei sistemi all’interno della CPD”. Un prodotto da costruzione è considerato un “kit ” quando prevede l’assemblaggio di almeno due componenti separati che necessitano di essere assemblati per poter essere installati permanentemente nell’Opera di costruzione. Da ciò deriva un “sistema assemblato”. Il “kit” è, a tutti gli effetti, un prodotto da costruzione, mentre il “sistema assemblato” non viene considerato.

I prodotti da costruzione che rispondono ad una Specificazione Tecnica Europea ai sensi della CPD e che hanno affissa la marcatura CE, beneficiano della presunzione di idoneità all’impiego previsto. Per alcuni prodotti da costruzione non si applica soltanto la CPD, ma anche altre direttive attinenti; per esempio, è il caso delle pompe degli impianti di trattamento delle acque luride installate in modo permanente nell’Opera.

Esse sono considerate, per definizione, un prodotto da costruzione per il quale non esistono soltanto i requisiti essenziali della CPD (salute, igiene ed ambiente), ma a cui si applicano anche i requisiti essenziali della “direttiva sulla Sicurezza delle Macchine” e la “direttiva sul Basso Voltaggio”. Ai fini della marcatura CE devono essere rispettati i requisiti essenziali di tutte le direttive applicabili.

Direttiva CPD 89/106/CEE - Scopo e finalità

 

Perizie tecniche asseverate sulla sicurezza delle macchine secondo direttive ce