Certificazione CE (parte seconda)
Certificazione Ce ed evoluzione.
Fino ai primi anni ‘80 l’eliminazione degli ostacoli tecnici alla circolazione delle merci era affidata a direttive che stabilivano minuziosamente le regole tecniche a sui dovevano conformarsi i prodotti per poter circolare liberamente (c.d. “vecchio approccio”). Questo sistema si era però dimostrato inefficiente, dal momento che il veloce evolversi del progresso tecnico era difficilmente compatibile con le lente e difficili procedure di adozione di atti come le direttive. Per uscire dall’impasse si è perciò affermato nella seconda metà degli anni ‘80, in particolare per alcuni prodotti con caratteristiche per così dire “fisiche” (per es. macchinari, materiale elettrico, giocattoli), un nuovo approccio all’armonizzazione tecnica, basato sulla previsione di “requisiti essenziali di sicurezza” da parte della direttiva e sull’obbligo di riconoscimento da parte delle amministrazioni nazionali dei prodotti conformi a tali requisiti essenziali sui quali sia stata apposta la marcatura CE. Il “vecchio approccio” è invece ancora utilizzato per categorie di prodotti quali i veicoli a motore, i prodotti alimentari e i prodotti farmaceutici.
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